06 novembre 2009

Pappa di ortaggi viola


Con questa zuppa si viaggia attraverso l'Italia... ma che dico... attraverso l'Europa! Si parte dalla Calabria, si sale qui in Veneto e poi ci si dirige verso le terre germaniche... durante il viaggio, si pesca l'idea della pappa di pane tra Firenze e l'Andalusia, e si condisce il tutto con un pizzico di Grecia.


Ingredienti per 4 persone:
1 cipolla di Tropea
1 cespo piccolo (o mezzo grande) di radicchio di Verona
1/4 di cavolo cappuccio rosso
pane casereccio raffermo
1/2 litro di brodo vegetale
due cucchiai di feta sbriciolato
un cucchiaio di salvia fresca tritata
olio e.v.o.
sale

Affettare le verdure, trasferirle in una padella con poco olio e farle rosolare dolcemente, quindi coprire e cuocere finché saranno morbide, senza aggiungere acqua (il sapore ne guadagna). Quando sono tiepide, passarle al mixer. Trasferirle in una casseruola, unire il pane spezzettato (per il quantitativo, regolarsi in base alla densità che si vuole ottenere) e coprire con il brodo. Cuocere per 15 minuti, poi spegnere e far riposare per altri 15. Con un cucchiaio di legno spappolare il pane. Aggiustare di sale se necessario.
Suddividere la zuppa in quattro piatti e completare con il feta e la salvia.

Due ingredienti, la cipolla rossa di Tropea e il radicchio di Verona, godono dell'Indicazione Geografica Tipica (e un terzo, il feta, è un Dop, ma non italiano), ragion per cui questa ricetta partecipa al contest di Genny, dedicato alle specialità e ai prodotti italiani che si fregiano di tali marchi (organizzato in collaborazione con La compagnia del cavatappi).
Sulla cipolla di Tropea non mi dilungo, la sua fama è meritatamente grande. Il radicchio di Verona è forse meno noto (fuori dal Veneto), messo in ombra da quello di Treviso, specialmente quello tardivo. A me il trevigiano tardivo piace crudo. Per le ricette che vogliono radicchio cotto, preferisco il precoce o il qui presente veronese. In particolare, per zuppe e risotti prediligo quest'ultimo, non soltanto per il sapore ma anche per il colore viola carico che rilascia in cottura.

27 ottobre 2009

Patata dolce e zenzero

cucinando con le patate dolci
Ogni tanto ritornano (sto parlando di me, guardando la data dell'ultimo post).
Quindi, per ovviare l'assenza, pubblico non una ma due ricette (telegrafiche ma, giuro, ottime!), entrambe a base di patata dolce e zenzero. Molto di stagione.
Vado in rigoroso disordine, prima il dolce e poi il salato.

CROSTATA DI PATATE DOLCI, CIOCCOLATO E ZENZERO CANDITO

Per la frolla, vedere qui e sostituire la buccia di limone con 1 cucchiaino di zenzero in polvere.
Per il ripieno:
2 patate dolci (non troppo piccole)
2 uova
50 gr di cioccolato fondente 70%, tritato
4 pezzi di zenzero candito, tritato
1 cucchiaino di zucchero

Lessare le patate dolci, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate.
Raccogliere la polpa in una ciotola e unire gli altri ingredienti, amalgamando molto bene.
Stendere la frolla in uno stampo da 24 cm di diametro, tenendone da parte un po' per decorare. Riempire con l'impasto a base di patate dolci, decorare con la pasta avanzata e cuocere nel forno preriscaldato a 180°, per 35-40 minuti.

PURE' DI PATATE DOLCI, SPINACI E ZENZERO

1 patata dolce
300 gr di spinaci freschissimi
1 radice di zenzero (non troppo grande)
sale

Lavare gli spinaci e lessarli a vapore. Lessare e sbucciare la patata dolce. Passare entrambi al mixer, salare leggermente, quindi unire il succo dello zenzero grattugiato. Mescolare bene e servire come contorno, o spalmato su crostini.

Ci rileggiamo presto :-)